Tema maturità 2013 – Le tracce: individuo e società, Stato e mercato, omicidi politici, competizione-cooperazione, Brics via corriere.it
Tema, prima prova per 491mila maturandi Un brano di Magris e Paesi emergenti – Corriere.it
http://t.co/t7dMUuFK2P
— avideospento (@avideospento) June 19, 2013
Non è un tipo aperto, non è nemmeno un tipo chiuso; è un tipo socchiuso. Attenti agli spifferi (Marcello Marchesi)
— avideospento (@avideospento) June 17, 2013
Ruppemi l’alto sonno ne la testa
un greve truono, sì ch’io mi riscossi
come persona ch’è per forza desta;
e l’occhio riposato intorno mossi,
dritto levato, e fiso riguardai
per conoscer lo loco dov’ io fossi.
Vero è che ‘n su la proda mi trovai
de la valle d’abisso dolorosa
che ‘ntrono accoglie d’infiniti guai.
Oscura e profonda era e nebulosa
tanto che, per ficcar lo viso a fondo,
io non vi discernea alcuna cosa.
«Or discendiam qua giù nel cieco mondo»,
cominciò il poeta tutto smorto.
«Io sarò primo, e tu sarai secondo».
E io, che del color mi fui accorto,
dissi: «Come verrò, se tu paventi
che suoli al mio dubbiare esser conforto?».
Ed elli a me: «L’angoscia de le genti
che son qua giù, nel viso mi dipigne
quella pietà che tu per tema senti.
Andiam, ché la via lunga ne sospigne».
Così si mise e così mi fé intrare
nel primo cerchio che l’abisso cigne.
Dante Alighieri
dalla Divina Commedia, Inferno Canto IV
Snoopy: Hai il sole negli occhi? Beh, mettiti gli occhiali o un cappello, o apri un ombrello… o tutte e tre le cose…
Mariano Sabatini: “Caro Conti, ultimo giorno di scuola per mia figlia, 10 anni, che a settembre sarà in prima media…”
Caro Conti, ultimo giorno di scuola per mia figlia, 10 anni, che a settembre sarà in prima media. Per una volta consentimi di comunicare non doglianze o proteste, bensì apprezzamento nei confronti delle insegnanti, le signore Anna Maria Rocca e Miria Spanò e le altre colleghe del loro consiglio di classe, alla Adelaide Cairoli in Roma (la stessa che ho frequentato io, oltre 30 anni fa, con la formidabile maestra Anna Antonelli Palla). Difficile esprimere compiutamente la gratitudine nei confronti di maestre scrupolose, sensibili, capaci, appassionate, che in cinque anni saranno mancate due volte. Hanno svolto il programma in serenità, dando a mia figlia e ai suoi compagni l’opportunità di crescere valorizzando le loro personalità e i loro talenti. Questi bambini, che presto saranno adolescenti e poi uomini e donne, non dimenticheranno mai queste magnifiche figure di educatrici, appartenenti ad una categoria così tanto vituperata da tanti genitori sciocchi e vessata dai legislatori ottusi. E non le dimenticherò neanche io. Grazie, evviva la scuola pubblica!
Mariano Sabatini
da Il Corriere della Sera del 14/6/13
In the Swing by Akio

MACRO ticket ciak by Akio

#drittoalcuore Elisabetta Bucciarelli: “Alcune parti del bosco crescono e si modificano stagione dopo stagione…”
Alcune parti del bosco crescono e si modificano stagione dopo stagione. Sembra che vogliano assumere forme già pensate, come se esistessero a priori architetture invisibili a condurle. Una mente che intreccia, dipana, incastra e assembla. Un disegno volto a comporre una cattedrale futura, o un tempio agli déi, regalato agli animali e agli uomini. Zefiro conosceva certi anfratti, passaggi, buchi e tunnel vegetali che si rinnovano a ogni primavera aggiungendo ogni volta un pezzo, sommando foglie a rami, aghi a pigne, terra a pietra. Sapeva bene che alcune zone hanno il destino impervio dell’impraticabilità a venire, altre franeranno presto, altre ancora verranno scavate dall’acqua. Conosceva le radure naturali e, pur cercando di dimenticarlo, la zona irraggiungibile, quella terra perduta dove si diceva stessero abbattendo tutti gli alberi più alti, i vecchi paladini, gli osservatori, che facevano da tana per scoiattoli e volpi, ed erano un rifugio per molte specie di uccelli. Un giorno ci sarebbe andato anche lui a vedere con i suoi occhi. A sentire con le sue orecchie. Ora però stava marciando verso il villaggio e doveva essere veloce. Per un istante pensò di ripercorrere il sentiero verso il basso e di recarsi dai carabinieri, sarebbe stato meglio, forse. Ma l’istinto lo aveva spinto a salire: l’unico passo che riteneva fecondo e capace di costruire qualcosa era da sempre quello della fatica.
Elisabetta Bucciarelli
da Dritto al cuore (edizioni e/o)
***
uscito ieri in libreria!
le riflessioni di lettura di Alessandra Buccheri
Scrivere, ma prima vivere, la recensione di Caterina Della Torre Dol’s Magazine (28 maggio 2013)
la scheda sul sito di e/o editore
Elisabetta Bucciarelli sul web
twitter (gli hashtag del libro #drittoalcuore #bucciarelli)
i libri di Elisabetta Bucciarelli su ibs.it

Summer 2013: reading is in full swing by NY Public Library
Video of the week! Summer Reading is in full swing. Register online to start building your own virtual bookshelf: ow.ly/lXogn
— NY Public Library (@nypl) 12 giugno 2013
Da oggi in libreria: Dritto al cuore di Elisabetta Bucciarelli. Le riflessioni di lettura di Alessandra Buccheri (the blog around the corner)
Dritto al cuore di Elisabetta Bucciarelli theblogaroundthecorner.it/2013/06/dritto… via @alessandrab72 @bettibu7
— Alessandra Buccheri (@alessandrab72) 12 giugno 2013
Ludwig Wittgenstein: “… osservazioni…”
Vi sono osservazioni che seminano e osservazioni che mietono (Ludwig Wittgenstein)
— avideospento (@avideospento) 11 giugno 2013
Sally: Mi faresti un grosso favore, fratello? Vorrei solo che mi facessi i compiti per i prossimi dodici anni…
Charlie Brown: E io cosa ci guadagno?
Sally: Ti inviterò alla laurea!
Una stanza tutta per sé
Edizione Newton Compton a 0,99 euro. 126 pagine straordinarie di Virginia Woolf.

la Gioconda di Leonardo da Vinci (Louvre 2007) by Akio twitter.com/avideospento/s…
— avideospento (@avideospento) 07 giugno 2013
Renzo s’affacciò alla porta, e la sospinse bel bello. La porta di fatto s’aprì; e la luna, entrando per lo spiraglio, illuminò la faccia pallida, e la barba d’argento del padre Cristoforo, che stava quivi ritto in aspettativa. Visto che non ci mancava nessuno, – Dio sia benedetto! – disse, e fece lor cenno ch’entrassero. Accanto a lui, stava un altro cappuccino; ed era il laico sagrestano, ch’egli, con preghiere e con ragioni, aveva persuaso a vegliar con lui, a lasciar socchiusa la porta, e a starci in sentinella, per accogliere que’ poveri minacciati: e non si richiedeva meno dell’autorità del padre, della sua fama di santo, per ottener dal laico una condiscendenza incomoda, pericolosa e irregolare. Entrati che furono, il padre Cristoforo riaccostò la porta adagio adagio. Allora il sagrestano non poté più reggere, e, chiamato il padre da una parte, gli andava susurrando all’orecchio: – ma padre, padre! di notte… in chiesa… con donne… chiudere… la regola… ma padre! – E tentennava la testa. Mentre diceva stentatamente quelle parole, “vedete un poco!” pensava il padre Cristoforo, “se fosse un masnadiero inseguito, fra Fazio non gli farebbe una difficoltà al mondo; e una povera innocente, che scappa dagli artigli del lupo…” – Omnia munda mundis, – disse poi, voltandosi tutt’a un tratto a fra Fazio, e dimenticando che questo non intendeva il latino. Ma una tale dimenticanza fu appunto quella che fece l’effetto. Se il padre si fosse messo a questionare con ragioni, a fra Fazio non sarebber mancate altre ragioni da opporre; e sa il cielo quando e come la cosa sarebbe finita. Ma, al sentir quelle parole gravide d’un senso misterioso, e proferite così risolutamente, gli parve che in quelle dovesse contenersi la soluzione di tutti i suoi dubbi. S’acquietò, e disse: – basta! lei ne sa più di me.
Alessandro Manzoni
da I promessi sposi