Un tweet su Scrivere è l’infinito di Mariano Sabatini (Vallecchi)

Un tweet su Vecchie conoscenze di Antonio Manzini (Sellerio)

Un tweet su Ultima notte a Manhattan di Don Winslow (Einaudi)

Un tweet su Delitto al trentunesimo piano di Per Wahlöö (Einaudi)

Un tweet su Un delitto inglese di Cyril Hare (Sellerio)

Un tweet su L’anello mancante di Antonio Manzini (Sellerio)

Ernest Hemingway… Il suo talento era naturale come il disegno tracciato dalla polvere sulle ali di una farfalla…

Il suo talento era naturale come il disegno tracciato dalla polvere sulle ali di una farfalla. In un primo tempo non lo capì più di quanto lo capisca la farfalla. Solo più tardi si rese conto delle sue ali danneggiate. Non riuscì più a volare perché era scomparso l’amore per il volo e poté solo ricordarsi di quando volare non gli era costato il minimo sforzo.

Ernest Hemingway

da Festa mobile

Bjorn Larsson… Penso spesso a una letteratura che somigli alla mia visione del mare…

Penso spesso a una letteratura che somigli alla mia visione del mare, come luogo dov’è possibile sperimentare altre vite, altri pensieri, altre identità, altre passioni, insomma dov’è possibile mettersi interamente in gioco. Perché sia così, la letteratura deve essere un viaggio da cui non si ritorna gli stessi di quando si è partiti. La letteratura, come il vero viaggio di avventura, deve essere un incontro con l’altro da cui non si esce indenni. Sia il lettore che lo scrittore devono mettersi nei panni altrui e rischiare di diventare altro, esattamente ciò che rifiutano di fare i fanatici e gli integralisti di tutte le specie.

Bjorn Larsson

(da Il Messaggero del 15/8/07)

Marcello Mastroianni… Nostalgia del futuro

Nostalgia del futuro

Quando si è ragazzi, i paesi che non conosciamo, e su cui tanto fantastichiamo ci sembrano sempre più belli e misteriosi, addirittura più reali delle città dove abitiamo. Forse il fascino così profondo del viaggiare resta per sempre legato a questa specie di prospettiva fantastica che rende i luoghi lontani al tempo stesso più misteriosi e più reali di quelli che abbiamo sotto gli occhi. Secondo Proust, “i paradisi migliori sono i paradisi perduti”. E’ una frase giustamente famosa. Io mi permetto di aggiungere che forse esistono paradisi ancora più attraenti dei paradisi perduti: sono quelli che non abbiamo mai vissuto, i luoghi e le avventure che intravediamo laggiù – non alle nostre spalle, come i paradisi perduti che ci riempiono di nostalgia, ma davanti a noi, in un futuro che un giorno forse, come sogni che si avverano, riusciremo a raggiungere, a toccare. Chissà, forse il fascino del viaggiare sta in quest’incanto, in questa paradossale nostalgia del futuro. E’ la forza che ci fa immaginare – o illudere – di fare un viaggio e trovare, in una stazione sconosciuta, qualcosa che potrebbe cambiare la nostra vita. Forse uno smette veramente di essere giovane quando riesce solo a rimpiangere, ad amare soltanto i paradisi perduti.

Marcello Mastroianni

da Mi ricordo, si, io mi ricordo (Baldini e Castoldi editore)