Il Post ha pubblicato un estratto tratto da “Storie sparse“, una raccolta di scritti e articoli di Giovanni Gandini (1929-2006), editore tra gli altri del mensile Linus. L’estratto scelto è uno degli articoli raccolti nell’antologia e racconta di quando Gandini andò in California a firmare il contratto per la pubblicazione dei Peanuts di Charles Schulz.
Vi lascio poche righe, tutto l’articolo lo potete leggere [ QUI ]
Noleggiammo una grande automobile nera con autista. Oltre il Golden Gale, oltre Sausalito che si legge sempre nei libri, l’automobile nera scivolava verso nord, rasentando i boschi di sequoie. Schulz abitava allora a Sebastopol, pochi chilometri da Petaluma. Sebastopol è un paesino con tante botteghe di rivoltelle come da noi le cartoline.
Dopo molte svolte e molte cassette delle lettere, di quelle dei fumetti, appese su un piantone al cancello, trovammo la casa, anzi il viale d’ingresso, mosso fra colline come in un paesaggio di talpe. Ogni volta che io e Gina vediamo una cassetta per lettere di quelle dei fumetti ci guardiamo dentro perché a volte lì abitano famiglie magiche e piccine, come nei cartoons di Chas Addams. Schulz non c’era ancora. Sotto la veranda una bella anziana signora si dondolava su una seggiola. «I’m the mother-in-law of Charlie».
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