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novembre 27, 2011

il post di Campanile: Eppure, la carta!

Mi ricordo di un altro che, per tema di morire all’improvviso, volle distruggere vecchie carte. Scorrendo pacchi di lettere d’amore, pensava: “Quanto sono stato amato! Possibile che m’abbian tutte mentito? E, se eran sincere, han potuto cambiare idea e ho potuto io gettar via questi tesori d’affetto?”.

Sfogliando vecchie carte, diceva: “Quante cattiverie abbiamo fatto nella vita! Abbiamo un giorno dimenticato che un tale ci aveva fatto una gentilezza o una cosa buona e siamo stati ingiusti con lui”. Il cuore gli si struggeva a ritrovar quelle lettere di persone morte o allontanate. Se si vedesse la vita scorrer tutta in pochi minuti, ci accorgeremmo, d’aver commesso delitti, che non sembran tali perché diluiti nel tempo. Ma, concentrati, lo sembrerebbero. Abbiamo commesso delitti con la complicità del tempo. Eh, l’importanza della carta, nella vita, è capitale, caro Orazio. Pensa che è la cosa più importante che ci sia. E la più forte. Come il cielo, più forte del bronzo, più leggera dell’aria. Il mondo si regge sulla carta. Se tutta la carta del mondo fosse a un tratto distrutta, non si potrebbe andare avanti.

Achille Campanile

da In campagna è un’altra cosa in Opere – Romanzi e racconti 1924.1933 a cura di Oreste del Buono (Classici Bompiani)

 

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