Poche righe da “Corpi di scarto” di Elisabetta Bucciarelli

Gli sembrava che tutti lo stessero guardando. Adesso non era più lui, Iac, ad aver lasciato la casa di sua madre, ma era lei a chiuderlo fuori. Lo aveva buttato via, scartato del tutto. La prospettiva era differente e gli creava un disagio definitivo. Forse Tommi era venuto alla discarica per dirgli questo. Aveva intenzione di chiedere al fratellino di raggruppare le ultime cose che gli aveva affidato quando se n’era andato. Un angolo della cassettiera nella stanza che un tempo condividevano e che adesso era diventata ormai esclusivamente di Tommi, conservava le macchinine di Iac, i suoi primi peluche, i poster arrotolati dei calciatori. Tutti gli oggetti con il potere di farlo commuovere e che il ragazzo non era in grado di avere ogni giorno sotto gli occhi. Era forse arrivato il momento di rientrare in possesso delle sue tracce, ora che non sarebbero state più raggiungibili pensò che le avrebbe rivolute con sé.

da Corpi di scarto di Elisabetta Bucciarelli (Edizioni Ambiente Verde Nero)

 

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